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Il Castello di Vigevano

Il Complesso architettonico del Castello Visconteo-Sforzesco di Vigevano si presenta come un insieme di edifici che occupano una superficie di oltre 70 mila metri quadri, di cui 25 mila di coperture, cui vanno aggiunti i 36 mila metri quadri di cortile.
Potrebbe contenere due volte Buckinham Palace, tre volte la basilica di San Pietro e sei volte il Duomo di Milano.
Viene considerat o uno dei complessi fortificati più grandi d'Europa.

Rappresenta un’anomalia rispetto agli schemi costruttivi lombardi cui si attennero tutte le fortificazioni urbane erette durante il periodo visconteo-sforzesco: da Milano a Pavia e ancora Bergamo, Brescia, Bellinzona, Abbiategrasso. Questi venivano edificati a cavallo delle mura cittadine con una parte (di solito quella residenziale) protesa verso il contado e un’altra (militare comprendente la corte d’armi e il fortilizio) inserita nel tessuto cittadino.

Caso unico e quindi del tutto atipico, il castello di Vigevano risulta invece inserito nel mezzo della città e si presenta non come un unico edificio, bensì come insieme, articolazione di costruzioni tra loro collegate con soluzioni architettoniche ardite e mai prima di allora tentate.

Il Castello di Vigevano
LA LAPIDE DEL 1492 LA POLITA STALLA LA FALCONIERA TRASFORMAZIONI GLI AFFRESCHI IL PALAZZO DUCALE LA STRADA COPERTA LA CAVALLERIZZA prova

LA LAPIDE DEL 1492

Ed è proprio dagli interventi voluti e realizzati da Ludovico il Moro duca di Milano, sia all'interno del Castello di Vigevano che in tutta la cittadina e nei territori limitrofi, che parte il nostro tour.
Interventi che costituirono un vero e proprio programma politico scolpito nel marmo della lapide affissa alla parete esterna della "Torre del Bramante".
Il testo della lapide, redatto in latino e datato 1492 scandisce la successione degli interventi, di seguito evidenziati nella traduzione italiana:

  • assicurò da nemici esterni il ducato al nipote Giovanni Galeazzo;
  • rese fertili con irrigazione fluviale gli aridi campi di Vigevano;
  • riformò a delizioso soggiorno l’antico palazzo dei Duchi in questo castello;
  • ed erigendoli attorno nuovi edifici lo munì di una bellissima torre;
  • aprendo strade e comode vie ridusse a civile decoro anche le squallide case del popolo piene di sudiciume;
  • e distrutti i vecchi edifici attorno alla piazza, questa ampliò ed adornò.
LA DILETTEVOLE DIMORA

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LA POLITA STALLA

Sulla destra della corte del castello, entrando da Piazza Ducale, si snodano in successione le tre scuderie.
La prima chiamata Ducale, terza in ordine di costruzione, è la più importante. Fu fatta edificare da Ludovico il Moro in sequenza continua con le due esistenti, ma con una lunghezza quasi raddoppiata utilizzando 25 coppie di colonne che definiscono le 26 campate. Documenti testimoniano che Il 19 agosto 1489 Giovanni da Mandello ha l'incarico di condurre a Vigevano le colonne di serizzo destinate alla stalla e nell'aprile 1490 alcuni lavoratori della pietra attivi al duomo di Milano vengono autorizzati a trasferirsi a Vigevano per lavorare alla stessa.
La scuderia Ducale è lunga 94 metri e larga 12: Ludovico la fece anche affrescare esternamente, insieme alla altre due scuderie.
Secondo alcuni studiosi sarebbe servita da ispirazione per la stalla-modello disegnata da Leonardo da Vinci nel Codice B di Parigi e nel codice Trivulziano.

LA PASSIONE DI LUDOVICO
IL MORO MALATO
Highland Cattle
Grizzly Bear

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LA FALCONIERA

L’edificio della Falconiera, così chiamato perché destinato all’allevamento dei falchi da preda, risale nella sua prima forma al 1381, anno in cui Bianca di Savoia ricevette “in dono” il borgo di Vigevano dal figlio Gian Galeazzo Visconti. La parte più antica è costituita dal piano terreno che si presenta diviso in ampie sale coperte da volte a lunetta.
L’armonia e leggiardia che sprigionano il loggiato aereo superiore sono invece opera di Donato Bramante e quindi ascrivibili al secolo d’oro del Castello: la fine del XV secolo e la presenza di Ludovico il Moro, vero e proprio direttore dei lavori in Castello. Il loggiato, come quello accanto usato da accesso agli appartamenti ducali, presenta arcate a tutto sesto sostenute da esili e finissime colonnine d granito con capitelli simili a quelli delle scuderie ducali. Cosí come sulle pareti esterne delle scuderie ducali, sul prospetto e sulle arcate della Falconiera sono state recuperati affreschi con motivi decorativi d’epoca rinascimentale.
La costruzione della Falconiera, del passaggio aereo alle stanze ducali e alla rampa che conduce alla Falconiera ai tempi percorribile a cavallo ebbero inizio intorno al 1488.
La scritta e lo stemma oggi ancora leggibili sulla porta moderna d’ingresso alla Falconiera fanno riferimento al titolo di DUCA DI BARI di cui il Moro si fregiò fino al 1494, allorchè acquistò dall’imperatore Massimiliano il titolo di Duca di Milano per la modesta cifra di ...500 mila ducati d’oro!

LE CACCE DUCALI

TRASFORMAZIONI

ll primo nucleo del Castello risale all'età longobarda (VII-X secolo).
La sua trasformazione in residenza dei duchi di Milano inizia con Luchino Visconti che tra il 1341 e il 1347 realizzò opere monumentali come la Strada Coperta, meraviglia dell'architettura fortificata europea.
Dal 1487 al 1494, per volontà di Ludovico il Moro, Vigevano divenne di fatto la seconda capitale del Ducato di Milano e il complesso fortificato, si trasforma in un vero e proprio palazzo rinascimentale.
Fu dunque il Moro ad accentuarne la funzione di splendida dimora di soggiorno e rappresentanza della corte:

  • fa demolire la chiesa di Santa Maria frequentata dal popolo per realizzare le cucine ducali
  • costruisce la terza scuderia detta Ducale (v.punto3) che ritroviamo nei disegni di Leonardo da Vinci
  • abbellisce gli spazi interni per lui stesso e la moglie Beatrice ma anche per ospiti importanti, come nel 1494 il re di Francia Carlo VIII
  • per Beatrice d’Este e le sue 34 dame che la servivano giorno e notte incarica Donato Bramante di edificare la Loggia delle Dame con il famoso giardino pensile, uno dei più grandi del tempo. Una meraviglia che venne distrutta dai militari che dal 1789 e fino a tutto il 1968 trasformarono il Castello in una caserma

Tenuto in stato di abbandono dopo gli Sforza, il castello dal 1714 subisce un'altra profonda trasformazione. Diventa caserma e viene adattato alle esigenze dei vari corpi militari che lo occupano fino al 1968.

IL CASTELLO GENTILE

GLI AFFRESCHI

Del Castello interamente dipinto che Ludovico il Moro concepisce a partire dal 1487, rimane assai poco. La trasformazione in caserma militare è la causa di non pochi danni subito dallo splendido apparato pittorico rinascimentale. In particolare oggi si possono ancora vedere:

  • alcune testimonianze figurative sulle facciate esterne delle scuderie che ci restituiscono una parziale immagine dei tempi d’oro del Castello di Vigevano i cui esterno era completamente affrescato
  • l’affresco posto in alto sull’ingresso gotico che divide la seconda dalla terza scuderia, raffigurante due angeli che reggono uno stemma non più riconoscibile
  • l’affresco conservato nella omonima sala
  • alcune strisce nella parte superiore delle sale a piano terra di Palazzo Ducale oggi occupate dal Museo Leonardiana, nella quale sono dipinti fregi e figure mitiche e classicheggianti, attribuiti a Donato Bramante. Le pareti sottostanti erano bianche in quanto venivano appesi ed esposti diverse serie di preziosi arazzi, in base all’importanza dignitaria dell’ospite di turno
ILLUSIONI PROSPETTICHE

IL PALAZZO DUCALE

Il Maschio del Castello coincide di fatto con il Palazzo Ducale e si sviluppa su tre piani di cui uno seminterrato. La sua funzione nativa era quella di residenza ducale, la struttura era quella di un Palazzo chiuso sui quattro lati, rispetto ai tre oggi esistenti.
Le porzioni di sassi e mattoni che si notano all’inizio delle due maniche testimoniamo la presenza, fino a metá del XIX secolo, di un quarto lato dotato di ingresso e ponte levatoio.
Ad operare la demolizione del quarto lato furono i i militari che avevano trasformato il castello in una caserma e che a partire dal 1854 attuarono altri pesanti interventi. In particolare:

  • abbattimento dello scalone esterno che conduceva agli appartamenti (se ne intravvede la traccia sulla manica di sinistra)
  • costruzione di una rampa sotto la facciata per accedere a cavallo al seminterrato
  • trasformazione dei locali seminterrati in scuderie e camerate con muri divisori

L’intervento più radicale fu però lo stravolgimento della delicata facciata rinascimentale con l’apporto di nuove finestre e lesene verticale in perfetto stile Tudor o neogotico. Fu tal colonello-ingegnere Ludovico Inverardi che ebbe la “brillante idea” di innestare su un castello rinascimentale una facciata in stile medievale, ispirata a un medioevo fantastico di moda anche in architettura nell’Ottocento sulla scia del successo del romanzo storico e dei libri di Walter Scott.

GLI SFARZI DEGLI SFORZA

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LA STRADA COPERTA

La strada coperta o strada serrata o pensile è una costruzione possente dalle dimensioni impressionanti: è lunga 163 metri e larga 7 metri e si presenta come un lungo “corridore”, così la definiscono le cronache antiche.
Dal 1347, allorchè venne costruita, si è conservata pressoché intatta nella sua colossale struttura fino ai giorni nostri a rappresentare un manufatto unico in tutta l’architettura castellana europea e una delle opere fortificate più importanti di ingegneria militare medievale oggi esistenti: ancora nell’ultima guerra mondiale i tedeschi vi facevano passare i pesantissimi carri armati “Tigre” senza creare nessun spostamento di mattoni.
A volerla fu Luchino Visconti, podestà di Vigevano, per collegare l’area della Rocca Vecchia (oggi Cavallerizza) alla parte centrale del Castello ovvero il Maschio, poi Palazzo Ducale, in modo da facilitare l’ingresso ai nobili e ai duchi a cavallo provenienti da Milano attraverso un passaggio al sicuro dagli sguardi e sorvegliato da soldati.
Per la stessa ragione, ottima anche come via di fuga.
L’attuale copertura in legno è opera dei militari durante la trasformazione del Castello in caserma.

LA STRADA DELLA CITTA' IDEALE

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LA CAVALLERIZZA

Al termine della Strada Coperta si accede allo spazio oggi occupato dalla Cavallerizza, maestoso edificio con con una bellissima struttura a capriate in legno.
La Cavallerizza venne realizzata nel 1837 sull’area della distrutta Rocca Vecchia, l’accesso fortificato al Castello opera del 1345 di Luchino Visconti, con la funzione di maneggio per gli ufficiali, all’epoca del Castello trasformato in caserma.

Nel giardino della Cavallerizza confluisce anche la “strada sotterranea” che, dal lato opposto, si interrompe nel vano del Portone medievale e riprende fino a giungere direttamente all’interno del piano seminterrato del Palazzo Ducale.
Attualmente quest’ultimo tratto di strada sotterranea non è percorribile e viene utilizzato per mostre ed eventi, così come la Cavallerizza stessa.
Percorrendo comunque la porzione consentita di Strada sotterranea, arrivati al Portone si cammina per la via XX settembre fino in Piazza Ducale.

STORIA E STORIE DEL CASTELLO-CASERMA

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